Genova-Venezia




L'odierno "Ponte dei Giganti", che a Venezia univa le sponde del Rio della Pietà, è stato edificato nel 1370 al posto di un precedente ponte in legno preesistente dal 1169.
Questo secondo ponte era stato progettato secondo le proporzioni di un tempio romano, con due arcate e due torri merlate, una per parte.
Le torri, costruite una a protezione del canale della Giudecca e una a protezione del canale di Cannaregio, ospitavano una guarnigione di soldati che difendeva la città da eventuali attacchi esterni.

Il nome "Ponte dei Giganti" deriva da due gigantesche statue che erano poste ai lati delle torri e che avevano lo scopo di terrorizzare i nemici in arrivo dal mare.
Le statue, alte oltre 3 metri, erano realizzate in pietra d'Istria e raffiguravano due uomini armati di clava.
Nelle loro mani stringevano una spada sguainata, pronta a colpire chiunque provasse ad attraversare il ponte senza autorizzazione.

Il Ponte dei Giganti era uno dei punti di accesso più importanti alla città di Venezia, e veniva attraversato quotidianamente da mercanti, soldati e viaggiatori di ogni tipo.
Il ponte era anche un luogo di ritrovo per i veneziani, che spesso si radunavano lì per chiacchierare, fare affari o semplicemente godersi il panorama.

Nel 1738, il Ponte dei Giganti fu distrutto da un incendio.
Al suo posto, venne costruito un nuovo ponte, più semplice e meno imponente, che venne chiamato "Ponte della Pietà".
Il nuovo ponte era costruito in pietra d'Istria, e aveva tre arcate invece di due.
Le torri merlate furono sostituite da due semplici pilastri, e le statue dei giganti furono rimosse.
Il Ponte della Pietà è ancora oggi uno dei principali ponti di Venezia, e viene attraversato quotidianamente da migliaia di persone.