50 Nuanze di grigio?




Forse sono una delle poche che non ha letto 50 sfumature di grigio, il libro che ha fatto impazzire lettori e lettrici in tutto il mondo. Forse anche perché quel rosa conchiglia sulla copertina non mi attirava molto. Forse anche perché non ho mai provato una particolare attrazione per le storie che hanno per protagonisti i cosiddetti "miliardari dalle mille sfumature".

Eppure, un giorno, mi sono ritrovata tra le mani il primo libro della trilogia. All'inizio ero scettica, ma poi... poi sono entrata nel tunnel. Ho letto in due giorni tutti e tre i volumi, trovandomi d'accordo con la famosa frase "non riuscivo a smettere di leggere". Non perché la scrittura fosse particolarmente fluida o la storia originale, ma perché mi sono ritrovata in Anastasia, la protagonista. Come lei, anche io sono una donna indipendente, che si fa valere nel mondo del lavoro, ma che sogna di essere amata e di trovare il principe azzurro.

Come lei, anche io mi sono ritrovata in un mondo fatto di lusso e di apparenze, in cui ho dovuto imparare a distinguere le persone reali da quelle false. E come lei, anche io ho dovuto fare i conti con il mio passato e con le mie paure.

È vero, 50 sfumature di grigio è un libro che parla di sesso, ma è anche un libro che parla d'amore e di emancipazione femminile. È un libro che ci ricorda che tutte noi possiamo trovare il nostro principe azzurro, anche se siamo lontane dal prototipo della principessa. E ci ricorda anche che dobbiamo amarci per prime, prima di poter essere amate dagli altri.

Forse 50 sfumature di grigio non è un libro perfetto, ma è un libro che ha il potere di farci sognare e di farci credere che tutto è possibile. E alla fine, non è questo che conta davvero?